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presidente enrica cavalli

La nostra banca tra le più solide. Un’indagine di Altro Consumo ci colloca fra i migliori istituti italiani

10:47 14 January in Differente nei fatti, Eventi, Impresa, Soci

Banca Malatestiana è tra i migliori istituti di credito italiani (su 300 analizzati) per patrimonio in rapporto ai prestiti
Lo dice un’indagine di Altro Consumo che ha valutato ogni istituto di credito attribuendo da 1 a 5 stellette in base alla loro affidabilità.
Fra i 29 istituti italiani a 5 stelle anche Banca Malatestiana.

La ricerca arriva in seguito all’emanazione delle nuove norme “salva-banche”, con l’entrata in vigore, dal 1° gennaio 2016, del “Bail in”, letteralmente “salvataggio dall’interno”.
Il Presidente Enrica Cavalli ci spiega cosa cambia.

“La Direttiva UE BRRD (Bank Recovery and resolution Directive) introduce in tutti i paesi europei regole armonizzate per prevenire e gestire le crisi di banche e imprese di investimento, limitando la possibilità di interventi pubblici da parte dello Stato. D’ora in poi i costi per salvaguardare una banca in crisi non possono più ricadere sui contribuenti, ma sugli azionisti e i risparmiatori della banca stessa. Con la nuova normativa la Banca d’Italia, in quanto autorità preposta alla soluzione delle crisi bancarie, avrà a disposizione poteri e strumenti per la ‘risoluzione’ di una banca in dissesto (o a rischio) per garantirne la continuità operativa delle funzioni essenziali (per esempio depositi, servizi di pagamento, ecc.) e ripristinare condizioni di sostenibilità economica delle parti sane della banca. Tra gli strumenti c’è anche il cosiddetto Bail In (salvataggio interno), che può essere attivato nel caso in cui la banca sia considerata rilevante in termini di interesse pubblico.
Questo strumento permette alle Autorità di disporre la riduzione del valore di alcuni crediti o la loro conversione per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in crisi in misura adeguata a mantenere la fiducia del mercato. Per evitare che i costi relativi al salvataggio di tali banche ricadano sui contribuenti, il Bail in stabilisce che a farsi carico delle perdite siano gli azionisti ed i risparmiatori dell’istituto stesso, in base ad un meccanismo che segue una gerarchia che fa riferimento al grado di rischio degli investimenti.
Gli azionisti saranno i primi a pagare in quanto Banca d’Italia può ridurre o azzerare il valore delle azioni. Nel caso non sia sufficiente il primo intervento, sono chiamati a rispondere i possessori di titoli subordinati, a seguire, qualora occorrano altre misure, i possessori di obbligazioni non subordinate della Banca e, per ultimi, i depositanti per importi superiori a 100.000 euro qualora nessuna delle prime tre misure siano sufficienti a sanare la crisi”.

A fronte di queste disposizioni, i risparmiatori del sistema BCC, anche in caso di crisi future di una Bcc, sarebbero tutelati dai fondi di garanzia mutualistici. Il network delle Bcc è poi un sistema solido come dimostra anche un coefficiente di patrimonializzazione medio pari al 16,2% (CET1 Ratio al 30/6/2015), significativamente superiore a quello medio rilevato nell’industria bancaria italiana che è del 12,1%”

La nostra solidità è ampiamente garantita da patrimonializzazione (con coefficiente CET1 Ratio del 21,9% al 30 giugno 2015) e adeguatezza degli indicatori richiesti; inoltre, come Bcc, Banca Malatestiana, che gode delle protezioni dei meccanismi di salvataggio del sistema, non emette obbligazioni subordinate e non espone i risparmiatori al grado di rischio elevato che queste comportano.

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