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enrica cavalli intervistata da milano finanza

Il nostro Presidente Enrica Cavalli intervistata da Milano Finanza

12:38 25 February in Economia, Impresa, Servizi
Riportiamo qui di seguito l’intervista integrale rilasciata dal nostro presidente Enrica Cavalli al quotidiano d’informazione economica Milano Finanza in merito alla nuova riforma delle BCC.

 

ROMA (MF-DJ): Bene la riforma delle Bcc per il rafforzamento di un sistema ancora troppo frammentato, ma sulla way out c’è ancora bisogno di approfondire. È questa la posizione di Banca Malatestiana rivelata in un’intervista a MF Dow Jones dal presidente, Enrica Cavalli. Ancora meno convincente, secondo il manager, sarebbe la soglia di 200 mln di patrimonio posta come condizione necessaria per potersi avvalere della way out. La Banca Malatestiana è una Banca di Credito Cooperativo della Provincia di Rimini; conta oltre 5.000 soci di cui oltre 750 sono imprese.Secondo quanto sottolineato da Cavalli, “la way out risponde a criteri di opportunità imprescindibili dall’operare in un contesto di libero mercato” anche se aver previsto come condizione “il tetto di 200 milioni di patrimonio è insufficiente perché, al di là degli oneri fiscali dell’affrancamento, contenuti ma non irrilevanti, è indispensabile valutare come il patrimonio interagisce con i principali ratios della banca, quali sono la struttura organizzativa e il modello di business, quali sono le preferenze della base sociale”. A questo proposito, Cavalli ha messo in evidenza come “l’esperienza anche recente, di difficoltà di banche popolari e di casse di risparmio medio-piccole, deve fare riflettere approfonditamente”.

Il presidente di Banca Malatestiana ha quindi spiegato che “il nostro attuale patrimonio ci consente di ragionare in termini di possibilità di avvalerci o meno della clausola di way out. Tuttavia, proprio considerando il fatto che i fattori in gioco sono molteplici”, ha aggiunto, prima di dare una valutazione “aspettiamo di esaminare in profondità il decreto legge appena emanato”. D’altra parte, avverte la manager, “non dimentichiamo certo la storia di cooperazione che dalla nascita della nostra banca, oltre cento anni fa, ha sempre contraddistinto la nostra visione e il nostro operato”.La riforma e le conseguenze che potrebbe determinare sul futuro della banca sono “costantemente” oggetto di discussione del cda, anche se è molto probabile che l’argomento venga affrontato “nella prossima assemblea dei soci, prevista ad aprile. In quell’occasione avremo la possibilità di ascoltare anche le considerazioni dei nostri azionisti”. Al momento, ha aggiunto, “un orientamento preciso non è stato ancora formulato. Vanno ancora esplorati ed esaminati i molti aspetti di questa riforma”.

Parlando più in generale della riforma, fortemente voluta dal Governo per favorire un rafforzamento del sistema del credito cooperativo, Cavalli ha sottolineato come “ritengo positivo il fatto che sia arrivata una riforma per le Bcc e ritengo ancor più significativo il fatto che si sia arrivati a una autoriforma sostanzialmente condivisa, cioè a una acquisizione di consapevolezza da parte dei vari attori del sistema delle Bcc che un cambiamento importante andava pensato”.

Cavalli ha quindi riconosciuto che, “in un contesto normativo, di vigilanza e di mercato quale quello attuale che impone logiche dimensionali e di elevata patrimonializzazione, senza una riforma della sua struttura il movimento del credito cooperativo soffrirebbe (come in effetti ha in qualche caso effettivamente sofferto) per la sua eccessiva frammentazione e parcellizzazione”.

D’altra parte, però -ha avvertito Cavalli- “togliere il sostegno delle Bcc al territorio, alla piccola e media imprenditoria locale, alle famiglie, alle associazioni, agli enti sociali e culturali, porterebbe a un impoverimento non solo economico, ma anche di valori”.

Il fatto comunque che si sia arrivati a una “autoriforma che salvaguarda le singole identità, ma le sottopone a una solida struttura di gruppo che ne monitori la gestione, ne sostenga la solvibilità e premi le Bcc più virtuose ed efficienti, offrendo peraltro prodotti e servizi di qualità e a condizioni competitive, quindi a beneficio di tutta la collettività, rappresenta un’ottima soluzione e non un compromesso”.

 
Fonte Milano Finanza Dow Jones News>>