Servizi on line

assemblea 2016

Convocata per l’8 maggio l’assemblea dei soci. La parola a Enrica Cavalli

13:42 02 May in Soci

Oltre 500 nuovi soci, di cui 184 sotto i 35 anni, nuove figure professionali dedicate all’assistenza e alla consulenza alle imprese, ai privati e alle famiglie, e una rinnovata gamma di prodotti e servizi.
Nonostante le difficoltà che continuano ad investire l’economia reale ed il sistema bancario italiano, continuiamo a credere e ad operare per una concreta inversione di tendenza.
In attesa di scoprire i risultati del Bilancio d’esercizio e del Bilancio sociale 2015, che verranno illustrati all’Assemblea ordinaria dei soci, fissata, in seconda convocazione, per domenica 8 maggio, dalle ore 9.30, al Palacongressi di Rimini, il Presidente Enrica Cavalli ci dà qualche anticipazione sullo stato di salute del sistema bancario e del Credito Cooperativo.

“Che lo scorso anno sia stato complesso e difficile – premette il Presidente – è un’affermazione che purtroppo ripetiamo da tempo, ma che non esprimiamo con fatalismo, bensì con la forte volontà di contribuire a realizzare una concreta inversione di tendenza.
L’economia del nostro territorio di riferimento si è mantenuta debole, l’occupazione e i consumi non sono riusciti a riprendere significativo vigore. L’industria manifatturiera e il settore delle costruzioni non hanno ancora ritrovato pieno slancio. La maggiore dinamicità del commercio internazionale non è riuscita a compensare il ristagno interno.
Tutto ciò pur in presenza di un costo del denaro ai minimi storici per effetto delle generose e abbondanti iniezioni di liquidità immesse dalla Banca Centrale Europea di Mario Draghi”.

 

Questo scenario quali ripercussioni ha avuto sulle banche?
“Pur muovendo da condizioni di partenza solide, il sistema bancario italiano non ha potuto evitare i contraccolpi della crisi, inferti proprio dal comparto per esso più importante, e cioè l’erogazione del credito all’economia reale.
La recessione e la debole ripresa si sono ripercosse sulla qualità degli impieghi: sofferenze, crediti deteriorati e relative perdite e svalutazioni hanno assorbito in misura rilevante il reddito operativo, già eroso da una marginalità da intermediazione finanziaria in costante diminuzione, comportando significativi cali di redditività”.

 

La vigilanza prudenziale messa in atto dalla Banca Centrale Europea e dalla Banca d’Italia quali conseguenze ha avuto?
“Ha evitato l’onda destabilizzante che ha colpito altri sistemi finanziari europei, al costo tuttavia di notevoli incrementi delle rettifiche sui crediti. Il mantenimento di un soddisfacente grado di copertura dei rischi ha così permesso alle banche di mantenere la fiducia dei risparmiatori, fiducia peraltro messa ugualmente a dura prova da alcuni recenti episodi di crisi bancarie, non sistemici, ma emblematici del ruolo del settore”.

 

Parliamo di Banca Malatestiana: come avete cercato di fronteggiare questa situazione?
“La nostra Banca ha recepito le indicazioni fornite dalle Autorità di Vigilanza, nella consapevolezza che una prudente valutazione dei crediti – da fronteggiare anche con impiego di riserve – rappresenti un fattore di salvaguardia dell’integrità del patrimonio e concorra ad accrescere la fiducia di soci e clienti.
Il risultato economico finale del bilancio di esercizio 2015, che evidenzia una perdita, determinata non certo da mancanza di redditività ma dall’incremento degli accantonamenti effettuati a bilancio, è la risposta della Banca alle indicazioni dei regolatori. D’altra parte, la solidità patrimoniale da sempre fortemente conseguita e consolidata, ha consentito di non far mancare la vicinanza e il sostegno della Banca ai propri soci e clienti, sempre seguendo un approccio di conoscenza personale e di valutazione imprenditoriale basato sull’onestà e la capacità professionale, sempre privilegiando le persone, le famiglie, le imprese locali”.

 

Venendo alla compagine sociale, quali sono i numeri dell’ultimo anno?
“I nostri soci sono cresciuti anche nel 2015, arrivando a fine anno a 5.279, con 528 nuovi ingressi, di cui 184 giovani soci al di sotto del 35 anni di età. A tutti i soci e al patrimonio umano che questa compagine rappresenta, va il nostro più sentito e sincero ringraziamento. Vogliamo continuare a meritare la loro fiducia”.

 

Prosegui la lettura all’interno del Settimanale il Ponte.